#10ModiDiDire – Quando gli anni passano, si può divenire saggi o rincretinire

Vecchiaia è un termine che indica l’età in cui compaiono i primi sintomi, di una debilitazione delle funzioni fisiche e intellettuali.
L’uomo “vede” questo periodo della sua vita, in modo sempre molto contrastante. Poiché, l’idea che gli uomini hanno dato nel corso della storia a questa sezione della vita umana, ha una concezione complessa e non sempre, concorde in una evoluzione lineare.
Infatti, la “vecchiaia”, viene vista come un alternarsi di rispetto e indifferenza, derisione e venerazione, abbandono e assistenza sociale.
Questa nuova #10ModiDiDire, suddivisa in due puntate, andrà a “vedere” come nella cultura dialettale, la vecchiaia prende posto nella cultura biellese.

  1. A l’è catìu agnì vèc e murì gióvu a fa pèṅa”. Gli abitanti di Lessona preferiscono il male minore nella vita… (È brutto diventare vecchi, eppure è penoso morire giovani.
  2. Pü che végi as pó nèṅ avgnì”. A Pollone sanno già che oltre al diventare vecchi, non si va. (Più che vecchi non si diventa).
  3. L’è vèc ci ca mór”. È solo un concetto mentale essere vecchi, a Portula. (Vecchio è soltanto chi muore).
  4. Quaṅ che l’óm al vèn véc, ai̭ crës la barba e i̭ cala ‘l péc”. Come si riconosce una persona non più giovane a Veneria, frazione di Viverone? Dall’aspetto del suo viso, o meglio, dei suoi “genitali”… (Quando l’uomo diventa vecchio, gli cresce la barba e gli calano i genitali*). *Letteralmente: la mammella.
  5. Vènta aṷgnì vèc par aṷgnì pèc”. Quando l’età avanza, a Sordevolo si diventa più brutti, o almeno così dicono… (Bisogna invecchiare per peggiorare).
  6. Par aggnì véggio e rimbambì, a l’é méi̭ murì”. Nella frazione Oretto di Campiglia Cervo, non vogliono essere rimbambiti e… (Piuttosto che diventar vecchio e rimbambito, è meglio morire).
  7. Quaṅ ca s’a stant’agn, tant a val l’ór me lu stagn”. Quando non puoi più godere dei beni del mondo, è meglio se ti accontenti al Favaro. (Quando si hanno settant’anni, l’oro vale quanto lo stagno).
  8. L’avgiarà l’é ‘nt l’ésser da maʃnà”. A Torrazzo, sovente, invecchiando ci si rimbambisce, come quando si è bambini, e del mondo si conosce ancora molto poco. (La vecchiaia è nelle stesse condizioni dell’infanzia).
  9. Maʃnà ‘t nase e maʃnà ‘t móre”. Con una certa frequenza i vecchi rimbambiscono, a Castelletto Cervo. (Bambino nasci e bambino muori).
  10. Aṷgnì véggio a l’é na brütta stóri̭a: as pèrt l’antlë́t e la memóri̭a”. Avanzando con gli anni, la facoltà di ricordare e l’intelletto, scemano. Dicono nelle zone di Campiglia Cervo. (Diventare vecchi è una brutta faccenda: si perde il senno e la memoria).

©Fotografia di 50 Sfumature di Biella