#10ModiDiDire – Se entri in casa di un Biellese, ricordati le buone maniere, altrimenti è meglio che scappi…

Penultima “classifica” dei dieci modi dialettali, che i Biellesi usano per rapportarsi tra le mura domestiche.

In questa quinta puntata, andremo a focalizzarci sull’argomento: padrone di casa. Vedremo come dalle Valli al Basso Biellese, gli indigeni locali, usano esprimersi sui modi da mantenere a casa d’altri.

1) “Quaṅ che ‘l fumne a pòrtu ‘l brai̯e e ‘l capèl, al mund al va ‘ṅ burdèl”. Masseranesi precisi e diretti, su chi in casa deve comandare. (Se le donne portano pantaloni e cappello, il mondo va in malora).

2) “Iṅ préve par campanìṅ e na fumna par camìṅ”. Salendo su per le Valli, precisamente a Orio Mosso di Quittengo, vogliono che ogni cosa, abbia una sua precisa sistemazione. (Un prete per campanile e una donna per camino).

3) “Ognǘṅ a ca sua a mèi̯na ‘l cül e la cua”. A casa propria si fa ciò che pare e piace, soprattutto a Campiglia Cervo! (Ognuno a casa sua muove il sedere e la coda).

4) “A ca sua as ni scaṷda al cül e la cua, a ca ‘d n’aṷt né l’üṅ né l’aṷt”. Il rispetto deve essere basilare, se vuoi entrare in casa di un abitante di Montesinaro… (In casa propria ci si scalda il sedere la coda, in casa altrui né l’uno né l’altra).

5) “Ca tua i ta t’ascaṷdi dal bèch a la cua, ca d’i̯èt né cua né bèch”. Meglio tacere e stare composti, in casa di uno di Valle San Nicolao… (A casa tua ti scaldi dal becco alla coda, in casa altrui né coda né becco).

6) “Sciacǘṅ ca sua s’ascaṷda ‘l daré e la cua, a ca d’ i̯èt l’a da sté daré ‘d i̯èt”. A Valmosca, rione di Campiglia Cervo, usano velatamente il termine “fuoco” per avvisarti su come ti devi comportare. (Ognuno a casa sua si scalda il sedere e la coda, in casa altrui invece deve stare dietro gli altri).

7) “Scaṷda cül, scaṷda cua, viva la libertà ‘d ca tua”. Nella propria casa di Pavignano, si è in piena libertà di fare ciò che si vuole. (Scalda il culo, scalda la coda, viva la libertà di casa tua).

8) “A ca sua ‘s fa mé ‘s vö e a ca d’i̯èt as fa mé ‘s pö”. Chiedi sempre il permesso, è quello che ti dicono dalle parti di Soprana. (A casa propria si fa come si vuole e a casa degli altri si fa come si può).

9) “Ognidǘṅ sal sò fa mé ca vò”. Concisi a Sordevolo, su cosa e come ti puoi comportare fra le mura domestiche. (Nel suo ognuno fa come vuole).

10) “Beà cula ca che ‘d véggio sa”. Il tempo e la saggezza dei vecchi, è il miglior e unico insegnamento sui modi da tenere in casa altrui, nella frazione Oretto di Campiglia Cervo. (Beata quella casa che sa di vecchio).

© Fotografia di 50 Sfumature di Biella.

Se volete aggiungere il vostro #ModoDiDireBiellese, scriveteci all’indirizzo mail 50sfumaturedibiella@gmail.com