#10ModiDiDire – Le donne biellesi sono croce e delizia, sotto l’aspetto dialettale, nel focolare domestico…

Quarto focus dialettale sui rapporti che legano fra loro, gli abitanti della provincia Biellese.

Finora, avevamo trattato i rapporti tra genitori e figli, tra fratelli, con i parenti più prossimi, e persino con i vicini, cosiddetti “famigliari”. In questa puntata invece, ci imbatteremo nelle donne di famiglia…

1) “Nóra e madòna, gat e caṅ, į aṅ maį amasi e maį s’amràṅ”. Gli abitanti di Sordevolo non usano le mezze misure, e vanno dritti al punto. (Nuora e suocera, gatto e cane, non si sono mai amati e mai si ameranno).

2) “Al madònne staṅ bèṅ tacà į mür”. Su per la Valle Cervo, precisamente a Campiglia, “bisticciano” sul significato dei due concetti di Madonna: immagine e suocera. (Le madonne stanno appese ai muri).

3) “Al madòne i staṅ béṅ tacà ‘l mür e ‘l nóre daré l’üs”. Nelle valli hanno concetto ben chiaro, le suocere devono stare il più lontano possibile! (Le madonne* stanno bene appese al muro e le nuore dietro l’uscio**). *In questo caso, il termine sta indicare la suocera. **Ovvero, in casa propria.

4) “La fumna l’é l’ardrìs o la ruiṅṅa dna ca”. Il genere femminile a Pollone è visto in “chiaroscuro”. (La donna è l’ordine o la rovina di una casa).

5) “La fumbra, üṅa la ca la tèṅ sü; l’ṓta al la màṅgia”. Le donne di Soprana, sono proprio agli estremi come i poli… (Vi è la donna che tiene in piedi la casa; vi è l’altra che se la mangia).

6) “A l’è méį avèį na gna ‘d rati che vèį na fumna par ca”. Certe esperienze non si dimenticano, e a Zimone evidentemente, lo sanno bene! (È meglio avere in casa una nidiata di topi che una donna).

7) “Ina buṅṅa règgula a la mantègn iṅ cuṅvènt”. In alto, dalle parti di Montesinaro, credono in un ordine da suore di convento, per mantenere il buon andamento di una famiglia. (Una buona regola mantiene un convento).

8) “Quaṅ ca la fumna la fa buà, l’òmmo l’é mal sciadlà”. Ai maschi della Valle di Andorno, piace essere serviti e riveriti dalle proprie consorti… (Quando la moglie fa il bucato, il marito è mal servito).

9) “Ca mia suṅ mi padrùn, ma ci ca cmanda l’è mia fumna”. Nel basso biellese, gli uomini sanno quando essere saggi e accorti… (A casa mia sono io il padrone, ma chi comanda è mia moglie).

10) “Se la galiṅṅa la canta e ‘l gal al tas, ‘nti cula ca į é póca pas”. Non va bene se a casa comanda la moglie, almeno è quanto dicono a Castelletto Cervo. (Se la gallina canta e il gallo tace, in quella casa c’è poca pace).

© Fotografia di 50 Sfumature di Biella.

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