#10ModiDiDire: l’essere generosi nella cultura dialettale, della provincia laniera…

Quali sono i #10ModiDiDire usati dai biellesi, per indicare la carità o la generosità, nel “loro” modo dialettale di parlare!?
Nell’uso dei due termini, le uniche differenze, si riscontrano solo “cambiando” Valle, poiché a leggere gli usi dialettali, si scorge una predisposizione verso la generosità.

Vi ricordiamo che se avete indicazioni sul modo di dire della vostra zona, potete inviarci una mail a 50sfumaturedibiella@gmail.com, indicando la frase, il luogo di provenienza e il vostro nome.

  1. I portulesi ritengono che la carità, debba essere ripagata in egual misura. Da na maṅ cin dii̯e e da l’āta trèi̯ e due”. In una mano cinque dita e nell’altra tre o due.
  2. Non fare è sempre meglio a Sordevolo… Sciò ca ‘ṅ pi̯as gni a nüi̯ vènta gni féi̯lu a i̯èt”. Ciò che non piace sia fatto a noi non dobbiamo farlo agli altri.
  3. Sicuri e decisi dalle parti di Pollone, nel non… “A l’é ‘ṅ pecà fé dal bèṅ a chi ca ‘s lu mèrita nèṅ”. È un peccato fare del bene a chi non se lo merita.
  4. Le persone caritatevoli a Quittengo ci sono sempre… “La carità l’é mai̯ mòrta”. La carità non è mai morta.
  5. Hanno le idee ben chiare i piedicavallesi sulla generosità… “Fiṅ ca sn’a vita e fi̯a, l’é mèi̯ i̯üté che si i̯ütà”. Finché sia vita e fiato, è meglio aiutare che essere aiutati.
  6. Un soccorso o un appoggio al Favaro, valgono molto anche se di carattere modesto. “L’è mèi̯ l’umbra d’iṅ sciǘch… che l’umbra ‘d gniṅ d’au̯tǘt”. È meglio l’ombra di un ceppo (perché basso e quindi ne crea poca), piuttosto che nessuna ombra.
  7. Se fate qualcosa di caritatevole, a Campiglia Cervo, dovete tenerlo segreto… “La maṅ asnistra l’a nèṅ da savèi̯ qué ca la fa la drìccia”. La mano sinistra non deve sapere che cosa fa la mano destra.
  8. A Biella quando si dà a chi ha già, dicono: “L’uspedàl al fa la limòʃna al dòm”… L’ospedale fa l’elemosina al duomo.
  9. Concezioni “antiquate” nel biellese orientale, infatti, a Brusnengo dicono: “Cuṅ na maṅ as lava l’au̯ta, cuṅ due ‘s la *bucca”. Una mano lava l’altra e tutte due lavano il viso. (*Bucca in questo caso prende il significato di faccia).
  10. Semplici e diretti a Ponderano, dove sono soliti usare: “Par mè pi̯é…; vènta fiṅa dé”. (Non bisogna) soltanto prendere; bisogna anche dare.