#10ModiDiDire: ultima parte delle peculiarità fisiche o mancanze dei biellesi, e delle espressioni dialettali locali usate.

Con questa ultima “puntata”, chiudiamo la nostra selezione dei detti usati dai lanieri, per indicare la caratteristica fisica di un individuo. L’ultimo dei quattro differenti episodi, conclude il tour per i vari Comuni del Biellese. Vi ricordiamo come sempre, che le vostre proposte sono ben accette, e le potete inviare al nostro indirizzo mail: 50sfumaturedibiella@gmail.com .

  • “L’a ‘l nas aṅvèr la tèsta: l’è pü gram che la tempèsta”… ha il naso volto verso la testa: è peggiore della tempesta. Il naso all’insù farebbe trasparire un indice di malignità a Pettinengo.
  • “L’a ‘l nas virà l’aṅsǘ, l’è pü brav che ‘l Geʃǘ”… ha il naso girato all’insù, è migliore di Gesù. Con questo modo ironico, a Ponderano “giudicano” le persone con il naso volto verso l’alto.
  • “Nas ca ‘l pisa ‘ṅ buca, gṷaį antì ca ‘l tuca”… la malvagità a Pollone, la identificano con questa particolarità fisica… naso ad uncino (letteralmente: che piscia in bocca), guai dove tocca.
  • “A vènta ṷardése di ṷèrs e di sòp e di cuį ca l’aṅ al nās fac a cròch”… bisogna guardarsi dagli storpi, dagli zoppi e da coloro che hanno il naso ad uncino. Nella frazione di Piedicavallo, di Montesinaro, non “vedono” di buon occhio molte mancanze fisiche.
  • Ṷarti da ci ca ṷarda ‘l mantùṅ, ca l’è pόch ad buṅ”… guardati da chi tiene gli occhi (letteralmente: da chi si guarda il mento), perché è un poco di buono. Se non li guardi in faccia al Favaro, non si fidano di te.
  • “Pélo rus, cativa laṅṅa”… pelo rosso, cattiva lana. A Campiglia Cervo, gli uomini dai capelli rossi sono considerati dei cattivi soggetti. Il termine italianizzato “pélo” è usato soltanto in provincia, poiché, il corretto termine dialettale piemontese è: “péįl”.
  • Ad Occhieppo Superiore prendono una netta presa di posizione, su come bisogna essere. Infatti, dicono: è meglio fare invidia che compassione… “L’è méį fé ‘ṅvidįa che cumpasįùṅ”.
  • “La carn cristįaṅa ‘s pèįʃa gni a mirįa”… la carne cristiana non si pesa a miriagrammi. Dalle parti di Sordevolo, non misurano il valore delle persone dalla loro corporatura.
  • “Al fumne di barbìs, a màṅgiu i luìs”… le donne con i baffi, sperperano i luigi (i quattrini). I piedicavallesi non “amano” le donne con la barba, poiché per loro sono delle spendaccione.

 

  • “La tèsta l’è pü gréva che la rèsta”…la testa pesa più del resto del corpo. Onde evitare che i bambini cadano esponendosi, ad Andorno Micca usano questo modo di dire.