#OpereBiellesi: il moderno ospedale aggiunge una nuova opera al suo patrimonio artistico, con “Autopsia di un automa”

In un luogo dove vita e morte s’incontrano, la presenza dell’arte, può essere un momento di svago mentale, a volte, molto necessario. Su questo tema, è entrato a far parte dell’allestimento artistico del nuovo Ospedale di Biella, un dipinto che il pittore Piergiorgio Florio ha scelto di donare alla struttura stessa.La cerimonia di donazione ha coinvolto non solo l’artista, ma anche la sua famiglia, a segno dello stretto legame che esiste tra questa struttura, e i nuclei famigliari.

 “La scelta di donare questa mia opera – ha rilevato il sig. Florio – è anche espressione della mia volontà, di dire grazie a una struttura in cui, in occasione di una vicenda personale che mi ha interessato direttamente, mi sono sentito accolto e assistito”.

L’opera denominata “Autopsia di un automa”, è stata affissa nella sala riunioni della direzione medica. Lo stesso autore, ha così illustrato l’idea che lo ha portato alla realizzazione del quadro: “L’uomo ha sempre nutrito la smisurata ambizione di imitare l’atto divino della creazione e per secoli si è dedicato alla costruzione degli automi, macchine antropomorfe che riproducessero almeno qualche caratteristica umana. Lo stupore suscitato da queste creature del second’ordine, si è via via mescolato con la riflessione sulle possibilità tecniche concrete, e all’elemento ludico e meraviglioso si sono sostituite le finalità pratiche. Questi raffinati ed emozionanti prodotti dell’ingegno umano, che preludono in forme bizzarre e inusitate alla tecnologia moderna, oggi non si costruiscono più e sono rimpiazzati dovunque, se non nei musei e nei teatri della nostalgia, da dispositivi in cui l’elettronica si rivela sempre più sollecita dall’efficienza e sempre meno dell’imitazione puntuale della natura. Eppure gli automi continuano a popolare i sogni, l’immaginario del nostro tempo, travalicando le creazioni artistiche e le attuazioni tecniche. L’automa, protagonista, con occhio critico osserva le ragioni meccaniche della sua fine. In lontananza i teatranti danzano incuriositi.

Il direttore della direzione medica ospedaliera, il dott. Francesco D’Aloia, ha sottolineato: “Un’opera che contribuisce a rafforzare quel processo di umanizzazione dei reparti che stiamo portando avanti all’interno dell’ospedale, affiancando alle aree di cura allestimenti che valorizzano l’arte e contribuiscono a rendere gli spazi ancora più confortevoli. Grazie per questa donazione che è anche espressione di una attestazione di fiducia nei confronti della nostra struttura”.

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