#EdificiBiellesi – Lo stadio comunale di Biella: nato da una rivoluzione urbanistica e intitolato all’uomo che porto in Italia due Coppe Mondiali

Biella nel 1935 conosce un nuovo sistema espansivo del suo tessuto urbano nell’area sud, dove fu eretto lo stadio comunale Alfonso Lamarmora.
L’impianto si caratterizza per un rigore costruttivo privo di ogni decorazione, ponendosi come una pura struttura composta d’intonaco cementizio.
Sopra le gradinate principali, è stata posta una pensilina in calcestruzzo molto ampia.
L’entrata principale è caratterizzata da una forma speculare.
Difatti, le biglietterie, forate da piccoli sportelli vetrati per la distribuzione dei tagliandi, sono poste ai lati del cancello primario.
Le uniche decorazioni, se così si possono chiamare, sono le aquile posate su due pilastri eretti accanto all’ingresso.
Le curiosità particolari dello stadio Lamarmora sono molte: il primo riguarda le due aquile, le quali originariamente si trovavano nel vicino piazzale della stazione ferroviaria Biella-Novara. Il secondo riguarda, la sua cerimonia d’apertura, che avvenne il 17 giugno del 1936, in occasione del centenario della fondazione del corpo dei Bersaglieri. Il terzo e ultimo riguarda il nome dello stadio.
Nel 2008, all’impianto fu aggiunto il nome del calciatore e Commissario Tecnico della nazionale italiana, biellese di nascita: Vittorio Pozzo.
I progettisti della struttura furono: l’architetto e ingegner Aldo Vannacci, impresario che tra l’altro si aggiudicò l’appalto per la costruzione, l’ingegner Aldo Macaluso e l’architetto Mario Mencarelli.

Mfp

Fotografia gentilmente concessa da Andrea Battagin.

 

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