#10Cose – Le dieci cose che contraddistinguono il cittadino biellese

Di difetti e pregi dei biellesi, si possono fare lunghe liste.
I “locali” hanno grandi motivi per essere sia apprezzati che disprezzati.
Questa è una caratteristica che si trova in ogni luogo italico, e che sopratutto caratterizza la regione Piemonte.
A volte tuttavia, un difetto non è propriamente una “cosa” del tutto malvagia o sbagliata, perché può in qualche maniera, fungere da scudo protettivo.
La stessa “cosa” vale per i pregi. Non è assolutamente detto che essere aperti e cordiali, sia la scelta giusta.
Ma allora, ci si potrebbe chiedere se essere come il “biellese” sia poi del tutto sbagliato oppure giusto. Questa classifica, goliardica, guarda ai difetti che contraddistinguono gli “orsetti” locali, e vuole essere, un modo scherzoso per prendersi in giro e magari cambiare in meglio.

1) Il biellese, ed in particolare l’abitante di Biella, fatica a “digerire” che i tempi cambiano e che via Italia ormai non può essere più il centro del mondo.

2) Qui, come in quasi tutta la bella penisola, lamentarsi è uno degli sport nazionali. Ci si lamenta spesso per cose, che altrove vengono messe in secondo piano o addirittura trattate come “sciocchezzuole”.

3) Biella è un po’ Milano. Al biellese, piace tirarsela e ostentare, facendo credere agli altri, che vivere nell’agio per lui sia cosa da tutti i giorni.

4) La macchina è una religione a Biella. Avere un bel bolide parcheggiato sotto casa o nel garage, è sinonimo di “io sono il top”. A questo, è legata la cura maniacale della vettura, che porta dall’eccesso del lavaggio settimanale e ai mille aggeggini che la rendono quasi “unica”.

5) Lo smartphone è diventato l’oggetto che contraddistingue, un biellese “povero” da uno “ricco”. Avere l’Iphone o l’ultimo Samsung, è un must, a cui pochi possono rinuciare. Certo, questo è un po’ lo specchio dell’Italia moderna, ma qui non c’è biellese ormai, che non ne abbia uno della cosidetta: fascia medio-alta.

6) Altro elemento molto peculiare dei biellesi, è la loro predilezione per i bei vestiti firmati e i gioielli. Spesso capita, di andare a spasso per la via principale e di trovarsi difronte una “sciura bièleis” tutta impellicciata e ingioiellata.

7) C’è poi, il “ricordi com’era una volta…”, ovvero la constante ricerca del ricordi per vivere di passato. Come se la modernità avesse tolto qualcosa, solo a chi vive in questa provincia e non nelle altre.

8) L’avversione al cambiamento è un punto dolente dei biellesi. In provincia si fa sempre un’enorme fatica nell’aprirsi verso l’esterno. I cambimenti, alcune volte possono solo essere positivi, e portare una “ventata” di freschezza in un luogo, dove ormai da tempo ristagna sempre la stessa aria. “Cambiamo, ma non troppo…”.

9) Anomala resistenza al cambiamento generazionale. Mai come in questa città, esiste un problema di ricambio tra le varie generazioni. Un giovane ragazzo nel Biellese, putroppo incontra sempre molte difficoltà ad entrare negli ambienti dove esistono già delle gerarchie prestabilite. Insomma: ci sono troppi “dinosauri” in città.

10) Manca un po’ il “vivi e lascia vivere”.

Un ringraziamento lo devo assolutamente fare a Francesco Gatti, da un suo commento, è nata questa classifica.

Mfp 

Fotografia gentilmente concessa da Paola Quaglia.

 

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