#Differenze – Le differenze tra Biella e gli altri capoluoghi di provincia del Piemonte

È sempre bello il nostro capoluogo di provincia, che può essere amato oppure odiato per diversi motivi, ma cosa effettivamente potrebbe essere cambiato per valorizzarlo al meglio?
Questa è una domanda molto spinosa e di difficile risposta. Infatti, nel suo piccolo la città offre tranquillità e sano vivere, ma al contempo noia e nervosismo per la mancanza di svaghi.
Nell’elenco che seguirà, proveremo a vedere quali sono solo i punti deboli, sperando di trovarvi d’accordo. La piccola classifica userà come metodo di comparazione, le realtà piemontesi simili alla nostra Biella.

1) Uno dei problemi principali riguarda il centro cittadino, ossia via Italia. Molti dibattiti e idee, sono già state proposte e messe in atto per il suo rilancio, ma con scarsi risultati. Infatti, la colpa dello spopolamento del centro storico, viene spesso attribuita al centro commerciale “Gli Orsi”. Questi, sono rei di portare via clienti ai commercianti.
Tuttavia è utile notare come ad esempio a Novara, durante l’ora di pranzo, molti esercenti in Biella siano chiusi mentre nella realtà novarese no.

2) Altro punto a sfavore di Biella, è rappresentato dagli eventi. Qui è utile puntualizzare, gli eventi ci sono e sono belli… ma quando vengono proposti e realizzati, capita spesso che non vadano bene per location o orario.
Alessandria organizza molti eventi, e nonostante gli alessandrini siano un po’ come i biellesi, non “piantano” casini inutili quando questi vengono realizzati.

3) Sempre in campo di svago, mancano attrattive. La poca vita notturna e i pochi luoghi dove svagarsi il weekend o in settimana sono molto latenti.
Vercelli, realtà molto vicina al Biellese non solo per carattere territoriale, possiede diversi luoghi di svago. Parliamo della multisala di Borgovercelli o della stessa discoteca arcinota poco distante, dei molti locali che affollano corso Garibaldi o corso Roma.
È utile non scordare anche l’interesse e la rilevanza che viene data ai numerosi monumenti, quasi sempre aperti e resi accessibili ai turisti. A Biella spesso molti palazzi storici sono chiusi.

4) Poco spazio e soprattutto poca pubblicità, viene fatta per gli spazi naturalistici. Nel verbano, è stata fatta una campagna di sponsorizzazione e promozione di tutti i luoghi di interesse naturale.
In questo modo, la provincia a nord di Vercelli, si è assicurata un buon introito economico da questo campo, oltre a sviluppare una rete legata all’accoglienza turistica.

5) Una mancanza molto rilevante, è quella data alla promozione dei prodotti locali. Asti ad esempio, punta molto sulla promozione del tartufo e dei vini, garantendosi visibilità e appeal nel campo degli investimenti.
Qui la qualità dei prodotti tipici non manca di certo, late solo la voglia di promozione forse.

6) Ultimo il turismo, che da noi è molto sostenuto, ma mai come nel cuneese. In quella provincia infatti, gli investimenti su impianti invernali e attrezzature dedicate al turismo, sono ingenti. La qualità e la quantità di fondo messa a disposizione è elevata, perché lì hanno capito che l’unico modo per fare business è tramite gli investimenti.

Fotografia gentilmente concessa da Andrea Battagin.

Mfp

Credits fotografie utilizzate:
Veduta di Novara e della Cupola di S. Gaudenzio:
Di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4385645
Facciata di Palazzo Rosso, Municipio di Alessandria:
Di Davide Papalini – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15709035
Piazza Cavour:
Di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3878109
Verbania, veduta:
Di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5264366
La fontana di Piazza Medici e la Torre Troyana:
Di Faberh di Wikipedia in italiano – Trasferito da it.wikipedia su Commons., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35621177
Piazza Duomo di Biella:
Fotografia gentilmente concessa da Andrea Battagin.

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